LO STILE DI VITA COME FARMACO, MOLTI LO SANNO, MA POCHI LO USANO

Ci sono ormai sufficienti evidenze scientifiche per convincere anche i più scettici che lo stile di vita come farmaco può influenzare la nostra qualità di vita tanto quanto un farmaco.

In condizioni di urgenza e di emergenza il farmaco e la chirurgia sono i presidi necessari, ma quando i problemi di salute sono cronici, la loro gestione ottimale o talvolta la loro risoluzione si ottiene solo vivendo lo stile di vita come farmaco. 

I problemi cronici di salute sono la piaga del nostro tempo, sono ciò a cui la medicina, la scienza e la tecnologia non sono ancora in grado di dare soluzione. Per questa categoria di problemi di salute infatti, sono disponibili strumenti per la diagnosi precoce e per il monitoraggio evolutivo, farmaci per la gestione e il contenimento, ma non c’è una soluzione.

Ecco un elenco di quelli che comunemente intendiamo come problemi cronici di salute: ipertensione arteriosa, diabete mellito di tipo II, ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità, osteoporosi, artrosi, discopatie, lombalgia, gonalgia, cervicalgia, depressione, ansia, stipsi, difficoltà digestiva, reflusso gastreosfageo, asma, allergia, bronchite cronica, cardiopatia cronica, vasculopatia croniche arteriosa o venosa, fibromialgia, dolore cronico.

(Probabilmente ne sto dimenticando qualcuno e se hai un problema di salute cronico che non ho citato sentiti libero di inviarmi una nota, perché vorrei che questo elenco fosse il più completo possibile).

Tuttavia, questa lista è sufficiente per renderci conto che questi problemi di salute sono così frequenti che è difficile trovare una persona di 40 anni che non ne soffra “ancora” ed è facile trovare una persona di 35 anni che ne soffra “già”.

Sembra proprio che il Buddha avesse ragione quando enunciava la prima delle sue quattro nobili verità “La sofferenza esiste”. Neppure la modernità e il progresso riescono a spazzarla via da questo mondo.

Nonostante tutti i nostri sforzi per debellare le malattie, anche quando queste ultime si fanno più rare, compaiono al loro posto i problemi di salute. La sofferenza esiste, persiste, insiste. Oggi i problemi di salute sono prevalenti rispetto alle vere e proprie malattie. Tuttavia, anche i problemi di salute producono sofferenza e la sofferenza stimola la ricerca di una soluzione.

Ricapitolando: ti sto chiedendo un piccolo sforzo, ossia cominciare a distinguere tra malattie e problemi di salute. Per le malattie è lecito chiedere aiuto e sperare nelle cure farmacologiche e chirurgiche, affinché ne producano la guarigione. Per i problemi di salute, invece, i farmaci possono aiutare solo a contenere il problema, ma l’unica speranza di gestione ottimale e talvolta guarigione è quella di vivere lo stile di vita come farmaco.

Oggi soffriamo per lo più di piccoli o grandi problemi di salute e quindi il nostro grande investimento dovrebbe essere sempre più sullo stile di vita come farmaco.

FARMACI PER CONTENERE, MA NON CURARE

Ogni problema cronico di salute ha le sue categorie di farmaci, è vero. Ma questo non significa che il farmaco sia la soluzione migliore.

In presenza di ipertensione arteriosa, abbiamo i farmaci antipertensivi e quindi siamo in grado di contenere i valori di pressione arteriosa in una persona che tenda ad averli elevati, ma non siamo capaci di restituire alla persona la capacità di autoregolare la propria pressione arteriosa in risposta alle richieste della vita.
Quando la glicemia va su e giù, abbiamo i farmaci ipoglicemizzanti orali e quindi siamo in grado di contenere i valori di zucchero del sangue in una persona che tenda ad averli elevati, ma non siamo capaci di restituire alla persona la capacità di autoregolare la propria glicemia in risposta alle esigenze della vita e ai momenti di abbondanza e di scarsità relativa di cibo.
Se il colesterolo è troppo alto, abbiamo i farmaci ipocolesterolemizzanti  e quindi riusciamo a ridurre i valori di colesterolo ematici, ma non siamo capaci di restituire alle persone la capacità di autoregolare le concentrazioni di colesterolo nel sangue in risposta alle richieste della vita.

Potrei andare avanti e riproporre lo stesso discorso per quasi tutti i problemi cronici di salute. La conclusione è sempre simile.

  • Oggi non siamo in grado con il ricorso alle terapie farmacologiche di “guarire” i problemi cronici di salute, ma solo di gestirli tramite il contenimento della fisiologia del nostro corpo. (LIMITAZIONE DELLA VITALITA’)
  • La gestione e il contenimento  della fisiologia sono ottenute con farmaci non specifici, il cui effetto indesiderato si manifesta anche su altri organi e apparati rispetto a quello desiderato (EFFETTI INDESIDERATI)

Ma allora perché mai scegliamo di prescrivere e di assumere i farmaci per gestire e contenere i problemi cronici di salute? Cosa ci spinge a scegliere la via farmacologica come prima opzione terapeutica?

PERCHE’ PREFERIAMO I FARMACI?

La leva più importante che fa prescrivere i farmaci da parte dei medici e che li fa assumere da parte dei pazienti è di certo l’assunto secondo cui è meglio un piccolo male controllato oggi (il farmaco con i suoi effetti desiderati e indesiderati), piuttosto che un male non quantificabile e non controllabile domani (la funzione vitale corporea o psichica sregolata).

Quello che oggi temiamo di più non è ciò che in noi è sregolato, ma gli effetti che la sregolatezza può causare in noi.

SOFFRIRE DELLA POSSIBILITA’ DI SOFFRIRE

(Si chiama ipocondria e ne soffriamo quasi tutti!)

Lascia che ti faccia un esempio.

Quando una persona si rende conto di avere la pressione arteriosa alta, quasi sempre ciò che crea problema non è la pressione alta in sé, ma la paura di quello che si dice le pressione alta possa causare.

Non penso di stupire nessuno se dico che quando una persona sa di avere la pressione alta comincia a sentirsi circondata dagli spettri delle conseguenze drammatiche della pressione alta divulgate sui mass media. Mi riferisco a infarto, ictus, morte, amputazione, cecità, insufficienza renale. Quando una persona vede i valori alti di pressione arteriosa sul “macchinino della pressione”, in realtà vede dolore, sofferenza e morte. Molte persone dopo aver notato che la loro pressione era salita al di sopra dei valori di normalità raccontano di aver subito visto i volti degli amici, dei parenti, dei genitori che hanno sofferto di quei problemi e di aver provato i brividi per questo. È più veloce di noi, non ci possiamo fare nulla. È automatico.

Sigmund Freud nel 1895 pensando all’essere umano del suo tempo disse

“Penso che quest’uomo stia soffrendo a causa dei suoi ricordi”

 

Riassumendo: Le malattie, purtroppo, esistono ancora, ma quello che affligge di più la nostra popolazione sono i problemi cronici di salute. Per lo più cerchiamo di contenere i problemi cronici di salute con il ricorso a farmaci, che però portano con sé due effetti “non voluti”: il contenimento della vitalità del nostro organismo; il contenimento della funzionalità anche di organi e apparati che non sono interessati dal problema. Tuttavia, non ci facciamo scrupoli a scegliere la via farmacologica per controllare i nostri problemi cronici di salute e lo facciamo perché siamo terrorizzati dal rischio che i problemi possano trasformarsi in malattie.

LA MEDICINA MODERNA COME MEDICINA DELLO STILE DI VITA COME FARMACO

Dopo decenni di grande entusiasmo per le sue apparenti infinite potenzialità, negli ultimi tempi la scienza medico-chirurgica ha preso atto dei suoi punti di forza, ma anche dei suoi punti di debolezza. Punti di forza: la terapia medico chirurgica è sempre più capace di salvare la vita delle persone in condizioni di emergenza e urgenza, nonché di posticipare di decenni la minaccia della morte. Punti di debolezza: non ha grandi capacità di gestione dei problemi di salute cronici, se lo scopo non è solo scongiurare la morte, ma anche mantenere una buona qualità di vita.

Preso atto dei propri limiti, la scienza medico-chirurgica ha cercato di avviare altri filoni di ricerca rispetto a quello farmacologico e chirurgico. In particolare, sempre più ricercatori si sono posti l’obiettivo scientifico di misurare l’effetto di alcune semplici “azioni quotidiane” sulle funzioni psicofisiche sregolate tipiche dei problemi cronici di salute. Insomma hanno cercato di indagare con mente scientifica l’ipotesi di vivere lo stile di vita come farmaco.

Ho usato il termine azioni quotidiane per descrivere azioni di varia natura che vanno dall’attività fisica al sonno, dall’alimentazione al digiuno, dalla scrittura alla meditazione, dalle relazioni familiari e amicali ai rapporti sul lavoro. In effetti, i ricercatori hanno cominciato a misurare gli effetti benefici di gesti sempre più semplici e comuni per cui l’uomo ha già attitudine e predisposizione.

I risultati di queste ricerche sono stati i seguenti: esistono pratiche non farmacologiche che, se perseguite con zelo e rigore farmacologico, possono restituire all’essere umano la capacità di regolare le funzioni corporee e psichiche che appaiono sregolate nei problemi cronici di salute.

Detto in parole semplici: se queste pratiche diventano parte integrante della vita quotidiana delle persone, i problemi cronici di salute possono essere facilmente migliorati o addirittura risolti. Se fossero malattie, diremmo “guariti”. Lo stile di vita come farmaco oggi può essere considerata una ipotesi scientificamente dimostrata.

LO STILE DI VITA COME FARMACO: PRATICHE CHE GUARISCONO A BASSO COSTO E ALTO BENEFICIO

Lo stile di vita come farmaco non solo funziona, ma ha dei valori aggiunti non trascurabili. Non ha effetti indesiderati, ma ha effetti desiderabili!

Lo stile di vita come farmaco rispetto ai farmaci ha il vantaggio di avere un rapporto costi benefici minore (meno costi e più benefici). Camminare, dormire, mangiare, bere, scrivere, relazionarsi, interagire con gli altri sono tutte azioni a basso costo che la persona  può fare senza spendere un soldo di tasca propria e senza gravare sulle casse piangenti del sistema sanitario.

Inoltre, chi vive lo stile di vita come farmaco nella propria routine quotidiana, riferisce la percezione di effetti desiderabili, ma prima impensati, con un miglioramento della propria qualità di vita generale. Per molte persone camminare 150 minuti a settimana allo scopo di ridurre la pressione arteriosa, non solo regolarizza la pressione arteriosa, ma regola glicemia, fame nervosa, umore, peso, tono calcico, lenisce i dolori, stimola la circolazione artero venosa, rende più efficaci ed efficienti sul lavoro e tanto altro: nel complesso potremmo dire che ridà piacere di vivere.

Assumere un farmaco antipertensivo riduce la vitalità di una persona, camminare 150 minuti alla settimana la aumenta e in entrambi i casi la pressione si abbassa.

E adesso Tu cosa scegli? Il farmaco o lo stile di vita come farmaco?

STARE MEGLIO VALE PIU’ CHE EVITARE DI STARE PEGGIO

Il miglioramento della qualità di vita ottenuto attraverso lo stile di vita come farmaco è tale che potrebbe far pensare all’osservatore più acuto che la chiave per risolvere i problemi cronici di salute dell’essere umano oggi sia quella di ridargli il piacere di godersi la vita piuttosto che di incutergli paura di viverla male.

Lasciate che riassuma quanto detto fino a questo punto. La piaga del nostro tempo e del nostro mondo opulento sono i piccoli grandi problemi cronici di salute corporei e psichici. Per tutti questi oggi non disponiamo di trattamenti medici (farmacologici o chirurgici) risolutivi. Sappiamo contenere e gestire, ma non curare.

Tuttavia, se cominciamo a pensare allo stile di vita come farmaco mi ritrovo in una prospettiva diversa.

Ci sono pratiche alla portata di tutti che se introdotte nella vita delle persone e praticate con lo stesso zelo e dosaggio tipico dell’assunzione dei farmaci possono consentire la gestione ottimale di numerosi problemi cronici di salute con risultati impensabili per la terapia farmacologica. Inoltre, chi accetta di servirsi del proprio stile di vita come di un farmaco e persegue anche solo alcune pratiche rivelatesi “curative”, riferisce di aver visto la propria qualità di vita migliorare, su tutti i fronti.

La lista delle azioni capaci di cambiare la qualità di vita di una persona è lunga, completa e scientificamente validata: alimentazione, attività fisica, sonno, meditazione e rilassamento, vita all’aria aperta, vita di relazione, qualità del lavoro, scrittura, danza, arte, musica suonata e ascoltata. E questi sono solo i capitoli principali.

Per chiarire le idee ai non addetti ai lavori e far capire quanto siamo avanti con la ricerca scientifica sullo stile di vita voglio ricordare che ci sono addirittura studi scientifici che spiegano i meccanismi biochimici dei benefici per la salute dell’essere umano derivanti dallo starsene all’aria aperta, senza praticare alcuna attività fisica.

Stare in mezzo alla natura fa bene anche se non fai nulla. E’ scientificamente dimostrato e soprattutto tutti lo hanno sperimentato, ma solo pochi lo fanno tutti i giorni.

Tuttavia, anche se tutti sanno, pochi sono quelli che realmente fanno.

MOLTI SANNO, MA SOLO POCHI FANNO

Molte persone oggi scommettono sulla conoscenza e vivono come se sapere potesse cambiare la loro qualità di vita. Tuttavia, se osserviamo bene la realtà, possiamo dire che si sbagliano: sapere di più non fa stare meglio. Non lo dico io, ma lo dice la gente.

Pensate a quando, dopo aver letto un articolo che decanta i benefici dell’attività fisica sulla salute, vi ripromettete che da quel momento farete tutti i giorni una passeggiata di 30 minuti. Tuttavia, già il giorno dopo vi rendete conto che non sarete in grado di onorare la vostra promessa. Sapere non vi ha fatto stare meglio e non vi ha reso capaci di cambiare stile di vita. Avete scoperto i limiti della conoscenza, che solletica l’intenzione, ma non fa passare all’azione.

Così l’uomo moderno, arguto, pensa che forse quello che gli manca è la volontà di cambiare e decide di investire sulla motivazione al cambiamento.

CHI SA, MA NON FA DICE CHE VORREBBE, MA NON RIESCE

Sapere che vivere lo stile di vita come farmaco cambierebbe la qualità di vita non basta. Troppi sanno e troppo pochi fanno. In questa situazione dove la razionalità non crea abilità, molti pensano che a mancare sia la forza di volontà!

Spesso le persone si dicono “Lo so che dovrei, anzi vorrei proprio, ma non ce la faccio!”.

In quel momento viene istintivo pensare di aver scoperto il trucco: non si tratta di una questione di conoscenza, ma di forza di volontà. Gli operatori di salute cercano di motivare le persone, le persone cercano operatori che li motivino.

Tuttavia, anche questo non funziona. Certo, ci sono persone che migliorano la loro qualità di vita e compiono gesti concreti di cambiamento finché hanno un motivatore accanto. Per chi ha accanto qualcuno che per lavoro vede in lui la possibilità di farcela, tutto sembra semplice. In effetti, per chi si sente poco motivato il problema è “intravedere la possibilità di farcela”. Anche in quel caso, tuttavia, l’idillio non dura per sempre. A volte si diventa resistenti ai complimenti e alla motivazione, altre volte non ci si può più permettere di pagare il motivatore o più semplicemente il motivatore scompare.

Oggi possiamo dire a gran voce che ci sono sia persone volenterose sia persone informate sia persone volenterose e informate, ma né le prime né le seconde né le terze riescono a introdurre il cambiamento e a vivere lo stile di vita come farmaco. A meno che non abbiano un ingrediente in più! Ossia: una strategia che funzioni.

PER CAMBIARE PROSPETTIVA E AGIRE DIVERSAMENTE SERVE UNA STRATEGIA

L’antica tradizione cinese, da sempre studia il cambiamento e sostiene che chi non riesce a cambiare ha semplicemente usato una strategia fallimentare. Nessuna colpa: né ignoranza, né poca forza di volontà, solo la strategia sbagliata. La risposta al fallimento quindi dovrebbe essere quella di riprovare, ma per un’altra strada. Dunque, chi si consente un numero sufficiente di errori, prima o poi arriverà alla meta.

Per nostra fortuna, alcuni cinesi si sono appassionati allo studio delle strategie di cambiamento applicate allo stile di vita e nel tempo hanno strutturato utili e semplici modalità di ridurre il numero di errori necessari per raggiungere la meta tanto desiderata. Così, seguendo le loro tracce, anche chi vive nella nostra epoca può realizzare nella sua vita il cambiamento in tempi brevi.

CI SONO TANTI MODI MA POCHE STRATEGIE

“Ok Gabriele, ma io ci ho provato in tutti i modi e non ha funzionato! Ritorno sempre da capo. Per un po’ vivo il mio stile di vita come farmaco, ma poi ritorno alle vecchie abitudini. Come posso fare?”

Per concludere questo articolo e lasciarti libero di metterti al lavoro, risponderò a questa domanda.

Vorrei chiederti, da oggi in avanti, di distinguere tra “modo” e “strategia”. Averci provato in tutti i modi non ti garantisce sul fatto che tu abbia adottato delle strategie adatte a riuscirci.

Tanti ci provano! Ma spesso neppure una volta hanno agito per riuscirci davvero.

Una strategia che si rispetti la riconosci subito, perché inizia sempre così:

“Primo non fare nulla, secondo fare un elenco di tutte ciò che hai cercato di fare per riuscire e non ha funzionato”.

Per oggi ti lascio così, direi che hai già abbastanza su cui riflettere!

Quando sei pronto … puoi fare qualche passo in più leggendo questo “COME CAMBIARE IL TUO STILE DI VITA DAVVERO”.