La questione vaccini è molto più di quanto sembra. Non si tratta solo di essere a favore o contro la somministrazione di una terapia. Si tratta di rimettere in discussione le relazione tra le persone e i professionisti della salute, tra il sistema sanitario e i suoi utenti, tra i cittadini e lo Stato. Sta a noi scegliere se affrontare questa difficoltà combattendo, come in un conflitto, o cogliere questa opportunità interagendo, come in un dialogo. Nel primo caso si imporrà il punto di vista più forte, nel secondo prevarrà il migliore.

(E migliore significa più capace di proteggere, tutelare e promuovere la vita)

 

Lascia che mi spieghi meglio.

 

LA QUESTIONE VACCINI: CONFLITTO TRA DUE FAZIONI OPPOSTE

Da tempo in Italia e nel mondo, sul tema vaccini ci sono due posizioni diametralmente opposte: a favore e contro. Pro VAX e No Vax.

D’altra parte il vaccino è un farmaco che non puoi assumere a metà. O lo rifiuti o lo assumi per intero.

Stante così le cose, la soluzione alla questione vaccini può coincidere solo con l’imporsi di una posizione sull’altra. Pro VAX o No VAX.

L’unico modo per mettere fine a questa annosa questione vaccini sembra quello di esacerbare il conflitto tra le opposte fazioni e condurre lo scontro fino alla fine. Fino a quando ci sia un vincitore.

Così la situazione appare agli occhi di un osservatore superficiale. L’opposizione di due prassi inconciliabili.

 

LA QUESTIONE VACCINI: UN DIBATTITO TRA PUNTI DI VISTA

In realtà, se si scava un po’ più a fondo, ci si  imbatte in un quadro ben più articolato. Non più 2 (due) fazioni, ma 4 (quattro) punti di vista.

 

CHE COSA E’ UN VACCINO?

Il vaccino è un farmaco il cui scopo ultimo è quello di preservare, salvaguardare, prolungare la vita dei membri di una comunità. Il vaccino dovrebbe ridurre gli esiti più temuti di alcune note malattie infettive. Questo effetto sarebbe dovuto al fatto che chi è stato vaccinato ha minor rischio di contrarre la malattie infettiva e se la contrae ne sviluppa una forma attenuata a bassa incidenza di complicazioni.

Dunque il vaccino è uno strumento per ottenere uno scopo: la protezione, tutela e il prolungamento della vita. E questo scopo può essere ottenuto anche in altri modi.

 

I 4 GRANDI PUNTI DI VISTA SU COME PROTEGGERE, TUTELARE E PROLUNGARE LA VITA

A mio parere, oggi si possono distinguere 4 grandi punti di vista riguardo a se i vaccini sono o meno utili per proteggere, tutelare e prolungare la vita:

  • Il primo è quello di coloro che ritengono che il vaccino sia uno strumento efficace ed efficiente in quanto protegge, tutela e prolunga la vita grazie alla prevenzione delle malattie infettive e delle loro complicanze. Essi riconosco che i vaccini hanno effetti indesiderati, ma non sufficienti da annullarne i benefici per la vita. Il vaccino funziona e vale la pena farlo in quanto protegge, tutela e prolunga la vita. 

 

  • Il secondo è quello di coloro che ritengono che il vaccino sia uno strumento efficace ma non efficiente di prevenzione delle malattie infettive e delle loro complicanze. Costoro stimano che gli effetti indesiderati del vaccino ne annullino gli effetti positivi e desiderabili. Vorrebbero vaccinarsi, ma non lo fanno per non intossicarsi. Il vaccino funziona, ma non vale la pena farlo in quanto non protegge, tutela e prolunga la vita. Secondo loro evitare di intossicarsi è più utile che vaccinarsi.

 

  • Il terzo è quello di coloro che, pur sostenendo la teoria delle malattie infettive e dei microrganismi come agenti di contagio, considerano il vaccino uno strumento non sufficientemente efficace di prevenzione delle malattie infettive e delle loro complicanze. Ci sono altri interventi che funzionano di più. Il vaccino non funziona abbastanza e non vale la pena farlo in quanto non protegge, tutela e prolunga la vita. Mantenere un buon funzionamento di tutti gli apparti è più utile che vaccinarsi.

 

  • Il quarto è quello di coloro che considerano il vaccino uno strumento inefficace di prevenzione delle malattie infettive e delle loro complicanze, in quanto mettono in discussione l’intera teoria delle malattie infettive e dei microorganismi come agenti di contagio. Costoro ritengono che i sintomi sono in realtà espressione di un corpo che reagisce a fatti concreti della vita. Il vaccino non funziona ed è inutile farlo in quanto non protegge, tutela e prolunga la vita. Promuovere il benessere psicoemotivofisico è l’unico strumento di protezione, tutela e prolungamento della vita.

 

Come avrai notato, ognuno dei 4 (quattro) punti di vista si distingue dagli altri in quanto muove da premesse simili ma diverse. Ogni punto di vista mette l’accento su qualcosa che gli altri trascurano e trascura qualcosa che gli altri approfondiscono.

Al tempo stesso, ogni punto di vista è capace di argomentare e dimostrare la propria fondatezza scientifica. Ogni punto di vista è capace di argomentare e dimostrare la non completa scientificità del punto di vista delle altre categorie.

Il problema sta nel fatto che ogni punto di vista è immune alle critiche che riceve dagli altri punti di vista, in quanto le ritiene scientificamente infondate. E più ne riceve, più ne fa!! E più ne fa, più ne riceve!!

UNA SFIDA ALLA RICERCA DEL PUNTO DI VISTA PERFETTO, PROCEDENDO IN MODO IMPERFETTO!

Dunque il panorama è desolatamente chiaro: idee tutte scientificamente “fondabili” che screditano altre idee tutte scientificamente affondabili.

(A proposito, la conosci la parabola dei 6 ciechi e dell’elefante?)

LE CRITICHE FATTE CON LE MIGLIORI INTENZIONI PRODUCONO I PEGGIORI DISASTRI

Dal momento che in ballo c’è la vita e la salute degli essere umani, ogni punto di vista si sferra con veemenza e decisione contro gli altri punti di vista.

Ma tu, non faresti lo stesso?!

Insomma, se ti rendessi conto che qualcun altro sostiene una teoria da cui deriva una pratica che non tutela anzi mette in pericolo la vita, non faresti di tutto per fermarlo?

Così accade in questo conflitto tra punti di vista. Tutti cercano di affondare a suon di critiche distruttive i nemici della vita (gli altri punti di vista!), senza esclusione di colpi.

E qui viene in mente la frase di Oscar Wilde “E’ con le migliori intenzioni che sono stati realizzati i peggiori disastri”.

In effetti, questo scambio di critiche non fa altro che inasprire i termini del conflitto. I diversi punti di vista si sfidano nel tentativo di essere i più scientifici.  Accreditano se stessi e screditano gli altri, nella speranza di essere un giorno il punto di vista più forte.

C’è un solo problema.

Se un giorno ci sarà un più forte non sarà il più scientifico, ma solo il meno antiscientifico.

 

COSTRUIRE SU QUELLO CHE UNISCE E NON SU QUELLO CHE DIVIDE

Tuttavia, come abbiamo detto prima, i 4 punti di vista qualcosa in comune lo avrebbero. Tutti i quattro punti di vista hanno il medesimo scopo: proteggere, tutelare e prolungare la vita. 

Ci sarebbe qualcosa su cui confrontarsi e costruire insieme un punto di vista migliore e nuovo, capace di accordare tutti.

Sarebbe sufficiente decidere di far leva su ciò che unisce e non su ciò che divide.

Forse la strada verso il punto di vista migliore comincia così: ” … proteggere, tutelare e prolungare la vita tramite la promozione del benessere psicoemotivofisico, la purificazione dei farmaci e dei vaccini dai metalli pesanti e la cura integrata delle disfunzioni corporee”.

 

IL LIVELLO PIU’ PROFONDO DELLA QUESTIONE VACCINI

Ma la questione vaccini non finisce qui!

Fino ad ora abbiamo visto che la questione vaccini è l’espressione superficiale di due realtà:

  • Il conflitto fra NoVAX e ProVAX
  • La sfida tra i 4 punti di vista più diffusi per il titolo di punto di vista perfetto

 

Ma focalizziamoci per un attimo su quelli che sono i veri protagonisti della somministrazione di un vaccino.

Se si tratta di un adulto i protagonisti sono 2:

  • Chi riceve il vaccino (paziente)
  • Chi lo somministra (medico)

Se, invece, si tratta di un bambino sono 4:

  • Chi riceve il vaccino (il bambino)
  • Chi ha la tutela legale di chi riceve il vaccino (i genitori)
  • Chi somministra il vaccino (il medico o l’infermiere)
  • Chi ha la responsabilità della somministrazione del vaccino (il medico)

Il bambino e l’infermiere eseguono quanto genitori e medico concordano di fare.

 

COME SI COSTRUISCE L’ACCORDO TRA GENITORI E MEDICO?

Medico e genitori devono costruire un accordo. Sono gli unici che devono costruire un accordo e quindi devono dialogare.

Abbiamo visto che i ProVAX e i NoVAX possono esimersi dal dialogo e darsi battaglia. Anche i 4 grandi punti di vista sul vaccino possono continuare a sfidarsi a colpi di squalifiche reciproche. Alla fine sono movimenti di idee e non hanno nessun motivo di mettere fine alla lite.

Le idee possono continuare a bisticciare per secoli!

Invece, medici e genitori hanno delle scadenze. Essi hanno l’obbligo, in virtù di quanto previsto dalla legge, di avviare un dialogo e creare i presupposti affinché la salute del bambino sia tutelata.

 Il genitore deve avviare il dialogo per esercitare al meglio la sua potestà genitoriale. Il genitore deve accertarsi di non star esponendo il figlio ad un pericolo. Deve verificare che quanto sta per accadere non comprometta la vita del figlio. 

Il medico deve avviare il dialogo nel rispetto del codice di deontologia. Deve ascoltare la richiesta del genitore. Deve accertarsi che la terapia che propone abbia sufficienti evidenze scientifiche per potersi dire “sicura”. Deve altresì rendersi disponibile all’ascolto dei dubbi e delle perplessità dei genitori. Se la sua agenda non gli consente di trovare il tempo per fare tutto ciò, deve riorganizzarla!

In questo contesto il ruolo del medico infatti è:

-Ottenere il consenso informato al trattamento farmacologico

-Verificare che non sussistano controindicazioni alla somministrazione del trattamento farmacologico

-Il rispetto di codice di deontologia medica. 

Il ruolo del genitore. invece è quello di esercitare la patria potestà, che viene così definita:

La potestà genitoriale è la potestà attribuita ai genitori di proteggere, educare e istruire il figlio minorenne e curarne gli interessi. Poiché il minore è privo della capacità di agire, per lui agisce il genitore in qualità di rappresentante e, più precisamente, di rappresentante legale, derivando i suoi poteri direttamente dalla legge.

Dunque medico e genitori non sono invitati a interagire come due persone adulte che parlino dei fatti propri e cerchino di curare i propri interessi. Il loro dialogo deve essere orientato a soddisfare i ruoli che rivestono in relazione al bambino. Entrambi infatti sono tenuti ad agire al fine di proteggere, tutelare e prolungare la vita del bambino. E non di un bambino qualsiasi, ma del bambino che hanno davanti a loro.

E così a forza di scendere in profondità forse abbiamo trovato qualcuno che per definizione deve dialogare e che potrebbe essere l’inizio di un nuovo punto di vista e di una nuova prassi. L’inizio di un modo di proteggere, tutelare e prolungare la vita che raccolga il consenso di tutti.

CONCLUSIONI

Eccoci arrivati al punto da cui tutto può ricominciare. Il dialogo tra medico e genitori e più in generale tra medico e paziente.

Ma dialogare non è cosa di tutti i giorni.

Dialogare è un’arte che si fonda su rispetto reciproco e ascolto attivo dell’altro. Richiede tempo, il tempo che serve per creare un’interazione che funzioni. E pazienza!

Il dialogo è vero solo se c’è disponibilità al cambiamento.

Quando due persone dialogano infatti si rendono disponibili a cambiare, perché sanno che lo scopo non è vincere, costruire insieme una soluzione al problema.

Qui finisco il mio post.

Quello che dobbiamo fare ormai è chiaro: DIALOGARE!