AGOPUNTURA

L’agopuntura è l’arte medicamentosa di stimolare la pelle con sottilissimi aghi per regolare le funzioni di mente e corpo. Praticata fin dalla notte dei tempi, ha accompagnato l’uomo dall’antichità fino ai tempi moderni. È una delle arti mediche più longeve tra quelle praticate nel mondo ad oggi. I suoi meccanismi di azione sfuggono alla comprensione della medicina occidentale. Ma vista con gli occhi della scienza occidentale, invece, il suo funzionamento è molto chiaro e fa leva su uno dei costrutti scientifici più moderni: la cibernetica.

 

CHE COSA E’ L’AGOPUNTURA

L’agopuntura è una delle cinque tecniche terapeutiche della medicina cinese.

Il modo più semplice e chiaro di definire l’agopuntura è il seguente:

L’arte di risolvere problemi di salute con la stimolazione della cute tramite sottilissimi aghi per regolare le funzioni di mente e corpo.

Da sempre l’uomo ha cercato di risolvere i problemi di salute e lo ha fatto in quattro modi:

  • Rimozione dei tessuti malati con lame taglienti. Chiamiamo quest’arte medica la “chirurgia”.
  • Modifica dei comportamenti delle persone e della loro percezione della realtà tramite la relazione, la parola, il colloquio. Chiamiamo quest’arti “talking therapy”, terapia della parola.
  • Assunzione di alimenti o rimedi per influenzare il proprio corpo dall’interno. Chiameremo queste arti mediche “interne”.
  • Stimolazione della superficie cutanea con oggetti o sostanze da fuori per influenzare il proprio corpo dall’esterno. Chiameremo queste arti mediche “esterne”.

L’agopuntura è una delle forme più raffinate di arte medica “esterna”. Altre sono il massaggio, l’applicazione di rimedi e il riscaldamento dei punti.

 

COME FUNZIONA

L’agopuntore infigge nella superficie cutanea un sottilissimo ago. La punta dell’ago procede per pochissimi millimetri, a volte addirittura meno di mezzo millimetro. A quel punto il corpo stimolato reagisce.

Quando ci pungiamo con una spina, si attiva un vistoso riflesso di allontanamento e magari ci scappa un grido di dolore. Così quando la sottile punta dell’ago di agopuntura stimola la pelle, il corpo non può fare a meno di reagire.

Raramente l’agopuntore stimola un solo punto. Per lo più i punti stimolati sono da 3 a 20, nella mia esperienza personale sia in quella dei miei insegnanti. Tuttavia, non è escluso che talvolta 1 ago soltanto sia sufficiente e tal’altra invece ne servano più di 20.

A quel punto gli aghi sono lasciati in sede per alcuni minuti. Anche il tempo di permanenza dell’ago è variabile. A volte è sufficiente un minuto, per lo più si raggiungono i 15 o 20 minuti. Altre volte può essere utile prolungare la stimolazione per 40 minuti.

Numero di aghi e tempo di stimolazione dipendono dalle caratteristiche della persona, del problema e dal tipo di tecnica utilizzata. Non ci si deve stupire se l’agopuntura sembra poco rigorosa in quanto mutevole. Proprio il fatto che si adatti costantemente alle esigenze delle singole persone la rende rigorosa. Principio guida dell’agopuntura, infatti, è “fare solo e soltanto quello che serve per ottenere l’effetto terapeutico: nulla più, nulla meno”.

 

COME VENGONO SCELTI I PUNTI

Nel corpo si distinguono circa 365 punti di agopuntura classici a cui si aggiungono altre centinaia di punti facenti parte di tradizioni o tecniche originali (punti empirici e delle tradizioni familiari e punti dei microsistemi).

La scelta dei punti viene fatta dall’agopuntore in base a tre criteri:

  1. Caratteristiche del problema.
  2. Esigenze e specificità del paziente.
  3. Esperienza e abilità dell’agopuntore.

Durante la visita che precede il trattamento l’agopuntore cerca di conoscere con esattezza le caratteristiche del problema. In base a queste individua un punto detto “imperatore“. Questo punto dovrebbe avere un efficacia indubbia  rispetto al problema.

Se il problema è il naso che sanguina, quel punto deve essere efficace nel fermare o prevenire il sanguinamento nasale.

Al tempo stesso l’agopuntore valuta le caratteristiche della persona che soffre quel problema. Le sue peculiarità, le sue esigenze, le sue debolezze. Lo scopo è  individuare i punti che mettano la persona nelle condizioni migliori per affrontare il problema. Questi punti sono detti “aiutanti” o “assistenti”.

Il punto imperatore è quello che stimola il corpo a reagire, i punti aiutanti sono quelli che mettono il corpo nelle condizioni migliori per reagire in modo efficace.

 

L’EFFETTO AGOPUNTURA

Chiamo effetto agopuntura l’insieme delle reazioni che il corpo e la mente di chi riceve il trattamento metto in opera nelle ore e giorni successivi alla stimolazione.

Alcune manifestazioni di questo effetto sono percepibili già pochi istanti (secondi) dopo aver infisso gli aghi.

Ecco perché l’agopuntore ha la buona abitudine di osservare accuratamente le reazioni che seguono l’infissione dell’ago. Deve verificare che lo stimolo sia stato “sentito”. Alcuni dei segni più tipici dell’attivazione dell’effetto agopuntura sono i seguenti:

  • Aumento dell’elasticità della cute
  • Riduzione del tono muscolare se ipertonico (rilassamento) e aumento del tono muscolare se ipotonico (rinvigorimento)
  • Intiepidirsi della cute se prima fresca o rinfrescarsi se prima calda
  • Assopimento
  • Silenzio se il paziente era primi loquace
  • Riduzione del dolore se presente
  • Riduzione del flusso mestruale se prima abbondante
  • Riduzione della sensazione di bruciore di mucose o cute, se prima presente
  • Riduzione della fotofobia, se prima presente
  • Sensazione soggettiva di turgore o di sgonfiamento

Queste sono le principali reazioni che mi capita di apprezzare dopo la stimolazione dei punti di agopuntura. Esse sono espressione dell’effetto agopuntura.

È doveroso precisare che la percezione di queste reazioni non è già garanzia di efficacia del trattamento, ma una necessaria premessa. Il corpo ha ricevuto il messaggio e sta reagendo di conseguenza.

 

TEMPI IN CUI ASPETTARSI GLI EFFETTI TERAPEUTICI

In Italia è uso comune eseguire le sedute di agopuntura circa ogni settimana. I pazienti raccontano la comparsa degli effetti benefici già nei primi giorni dopo la seduta di agopuntura. Tuttavia, all’inizio gli effetti possono non essere stabili. I primi giorni è normale che si alternino momenti in cui il sintomo si allevia e momenti in cui invece si rifà vivo. Questa oscillazione esprime il fatto che il corpo sta mettendo in atto le reazioni indotte dalla terapia con agopuntura.

È come se il corpo fosse indotto ad acquisire una nuova abitudine. È necessario concedergli tempo. Il tempo che serve. E questo tempo dipende anche dal tessuto in questione. Ad esempio, un muscolo può rilassarsi in un attimo, ma la pelle può richiedere anche 30 giorni per ricostruirsi. L’ansia può ridursi in pochi minuti, ma essere rapidamente riattivata da un evento ansiogeno. Cambiare il proprio modo di percepire la realtà (da ansiogeno a equilibrato) richiede tempo.

 

L’ARTE DI STIMOLARE IL CORPO A CURARE SE STESSO

Molti ricercatori si occupano di spiegare i meccanismi molecolari e fisiologici che spiegano l’effetto agopuntura.

Tuttavia, una considerazione può essere fatta prendendo spunto da un fatto molto semplice e verificabile da tutti. L’agopuntura non cura, ma induce il corpo a curarsi da solo.

L’immaginario occidentale identifica l’ago di agopuntura con l’ago di una siringa. Ma se li si osserva in modo accurato si osserva subito che sono completamente diversi.

L’ago di agopuntura è uno spillo. Punge e non può inoculare sostanze o farmaci.

Quello della siringa invece è un ago cavo. Quando viene infisso nella pelle realizza un piccolo pertugio attraverso cui può essere iniettata una sostanza o un farmaco.

Nel primo caso l’ago stimola e il corpo reagisce. Tutto quello che accade dopo la stimolazione è opera del corpo. Potremmo dire che l’ago è in grado di sollecitare la vis medicatrix naturae.

Nel secondo caso invece l’ago della siringa inietta nel corpo una sostanza. Tutto quello che accade dopo l’iniezione è opera della sostanza iniettata. Di solito si tratta di sostanza inibenti la fisiologia del corpo. In questo caso, potremmo dire che l’ago inibisce la fisiologia corporea.

 

GLI EFFETTI INDESIDERATI

L’agopuntura può indurre effetti indesiderati?

Gli studi statistici affermano che l’agopuntura è una terapia sicura.

Gli effetti indesiderati sono più o meno assenti. Uniche eccezione sono:

  • rari episodi di “reazione vaso vagale”. Ossia, il corpo reagisce al trattamento con una forte stimolazione del nervo vago che produce calo di pressione, senso di testa vuota o capogiro e talvolta svenimento. Nella mia esperienza questo tipo di reazione è più frequente in chi ha paura degli aghi. A volte le persone negano questa “paura”. Si sottopongono al trattamento e quando si accorgono che quasi non si sente, si rilassano e così può esserci questa sensazione di “svenimento”. La reazione si risolve spontaneamente in meno di 30 minuti lasciando che la persona rimanga comodamente sdraiata sul lettino.
  • Piccoli ematomi nel punto di inserzione dell’ago. Anche questi effetti svaniscono spontaneamente in pochi giorni.

DOVE: LUOGHI

L’agopuntura è una terapia e viene svolta, di solito in ambienti adeguati allo scopo. In Italia di solito si tratta di ospedali o ambulatori privati.

Il necessario per la terapia comunque sia è un lettino, gli aghi, un contenitore per lo smaltimento degli aghi, cotone per tamponare eventuali sanguinamenti.

 

QUANDO: I TEMPI DELLA TERAPIA

Quante sedute servono per ottenere i benefici di salute richiesti?

Come il lettore avrà capito il tempo richieste dipende anche dal problema. Ci sono tessuti e funzioni che possono cambiare in pochi istanti e altri che richiedono giorni, settimane o mesi. E questo non dipende dall’agopuntura in senso stretto, ma dai tempi fisiologici di reazione del corpo.

Ecco perché a volte possono essere sufficienti 1 o  2 sedute per risolvere il problema, mentre altre volte sono richieste 10 sedute o più.

Le terapie sono normalmente a cadenza settimanale. La settimana che intercorre tra una seduta e l’altra non è tuttavia una tempo sprecato. In quei sette giorni il corpo mette in opera le reazioni che la terapia ha indotto.

Tuttavia anche la settimana non è un intervallo di tempo fisso e immutabile tra una seduta e l’altra. In Cina è uso comune svolgere 2 o più sedute a settimana, in Giappone le sedute hanno cadenza settimanale o bisettimanale. Di nuovo quello che conta è fare quello che serve per indurre l’effetto terapeutico, nulla più, nulla meno.

 

QUANDO RIVOLGERSI ALL’AGOPUNTURA

L’agopuntura è utile nel trattamento della maggior parte dei disturbi di salute che affliggono l’essere umano oggi.

Piuttosto che farne un elenco lungo e dispersivo preferisco indicare alcuni fenomeni chiave su cui questa antica tecnica si rivela particolarmente efficace:

  • infiammazione (tutti i disturbi in cui siano presenti meccanismi o manifestazioni infiammatorie)
  • stress (tutti i disturbi che peggiorano in condizioni di stress psichico e fisico)
  • dolore
  • resistenza ai trattamenti  (il trattamento può rendere il corpo responsivo al trattamento o rappresentarne un’alternativa)

 

CONCLUSIONE

L’agopuntura è un’arte medica che coniuga in sé antico e moderno. Indicata nel trattamento di molti problemi di salute dell’uomo moderno, coniuga efficacia ed efficienza con un’accurata individualizzazione del trattamento.

2018-05-20T20:38:40+00:00
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