CONOSCERE I CICLI DELLA VITA

Conoscere i cicli della vita un tempo era una premessa necessaria all’esercizio di una medicina efficace, efficiente ed onesta. Oggi più che mai lo ritengo uno strumento utile per me come medico al fine di valorizzare le risorse di ogni età della vita piuttosto che inibirle. Un bambino, un adolescente, un adulto e un anziano possono avere tutti lo stesso problema, ma diverse sono le risorse di cui dispongono per risolverlo.

 

LA VITA COME VIAGGIO DALLA TESTA AI PIEDI

In molte culture classiche, la vita è descritta come un viaggio. Vivere significa compiere il viaggio in tutte le sue tappe.

Nella medicina cinese la vita è vista come un cammino. Dall’ombra alla luce, la nascita, e dalla luce all’ombra, la morte. Dal Cielo alla Terra la nascita, dalla Terra al Cielo la vita che terminerà con la morte, ossia il distacco definitivo dalla Terra per tornare al Cielo.

Il viaggio è fatto di tappe. Ogni tappa si completa con l’acquisizione di una abilità.

Il percorso del viaggio è riconoscibile nel corpo stesso: la partenza sono i piedi, l’arrivo la testa. Tra partenza e arrivo due grandi tappe intermedie: le anche e le spalle.

In ogni momento della vita, il cammino sarà prevalentemente localizzato nella zona corrispondente a quella fascia di età.

Quando si è bambini la zona corrispondente sono i piedi, quando si è adolescenti le anche, da adulti le spalle e da anziani la testa.

Le diverse zone del corpo, a loro volta, sono in relazione con abilità fisiche e psico emotive.

 

DOVE C’E’ CRESCITA, C’E’ TRASFORMAZIONE – DOVE C’E’ TRASFORMAZIONE, C’E’ ENERGIA

Il gergo medico cinese usa l’espressione “l’energia è nei piedi nel bambino, nelle anche nell’adolescente, nelle spalle nell’adulto, in testa nell’anziano”.

Dire che l’energia è in un parte del corpo significa dire che in quella parte del corpo sta avvenendo la maggior quota di trasformazione in quella persona in quel momento della sua vita.

 

SAPER RI – CONOSCERE I CICLI DELLA VITA

Conoscere i cicli della vita significa saperne riconoscere il manifestarsi innanzitutto nella vita normale.

Da bambini, quando l’energia è nei piedi, la vita è un continuo allontanarsi e avvicinarsi: esplorare il mondo. Come adolescenti, invece, quando l’energia è nelle anche, la vita è abbracciare con delicatezza o stringere con forza: confrontarsi con gli altri. Diventati adulti, quando l’energia è nelle spalle, la vita sollecita a costruire il nuovo e a distruggere il vecchio: creare. Infine, da anziani, quando l’energia è nella testa, la vita invita a contemplare quello che è e quello che è stato:  osservare.

Se prendiamo gli estremi dell’esistenza umana, notiamo subito che tutto ciò non sono solo parole sagge di un tempo, ma hanno un senso molto concreto. E una potenziale applicazione.

 

LE QUATTRO GRANDI EPOCHE

Davanti ad una difficoltà il bambino si avvicina camminando, quindi a piedi, per raccogliere informazioni sul problema oppure scappa a gambe levate tra le braccia di un adulto. Non può decidere cosa fare in base alle esperienze passate, perché la sua vita è ancora troppo breve. Tutto quello che può fare è avvicinarsi e prendere contatto con il problema o allontanarsi e cercare qualcuno che risolva il problema per lui.

L’anziano, invece, quando si trova davanti ad un problema, sa osservare e valutare da lontano, senza bisogno di avvicinarsi. Confronta il presente con il passato e agisce o non agisce in base all’esperienza. Gli anziani spesso vengono “sgridati” perché si muovono poco. Tuttavia, se li ascoltiamo capiamo che non si tratta del fatto che non hanno le forze per muoversi, ma piuttosto che non hanno motivo di muoversi in quanto da lontano hanno già colto tutto quello che gli serve per decidere cosa è utile fare o non fare. Ecco perché si dice che nell’anziano l’energia è in testa.

I timori dei bambini si sciolgono avvicinandosi o allontanandosi, quelli degli anziani osservando e confrontando.

Poi ci sono le due età intermedie: l’adolescenza e l’età adulta. Queste sono epoche della vita  che non sono così drasticamente e definitivamente distinguibili. Talvolta l’adolescente è già un po’ adulto, talaltra l’adulto è ancora un po’ adolescente. Anche queste due età hanno zone del corpo corrispondenti e conseguenti abilità di vita associate.

L’adolescente è portato ad abbracciare la vita, a stringerla e ad avere con essa un contatto intimo. Il bambino si avvicina per “toccare”, l’adolescente si avvinghia per “testare”. I giovani serpenti mettono alla prova la loro capacità di gestire le proprie spire. Hanno bisogno di sapere che sono in grado di abbracciare chi amano e stritolare chi temono. Ecco perché si dice che nell’adolescente l’energia è nelle anche ossia nelle cosce.

L’adulto, invece, si è già messo alla prova e per questo si conosce. Adesso ha un’altra necessità: deve creare valore da scambiare con gli altri adulti. Solo così può mantenersi. Per farlo deve essere capace di produrre, di creare, di generare. Ecco perché la sua energia risiede nelle spalle e da lì scende alle braccia e alle mani. Con gli arti superiori, infatti, l’adulto, uomo o donna, può manipolare la realtà: creare e distruggere, montare e smontare.

 

ABILITA’ DIFFERENTI IN ETA’ DIFFERENTI

Conoscere i cicli della vita significa essere consapevoli che davanti ad un problema in ogni fascia d’età gli esseri umani usano abilità differenti. I bambini si avvicinano o si allontanano, gli adolescenti abbracciano o stritolano, gli adulti creano o distruggono, gli anziani osservano e confrontano.

 

STIMOLARE LE RISORSE DEL CORPO

In passato, quando il medico si trovava davanti ad una persona afflitta da un problema poteva contare su poche risorse rispetto al medico moderno. Non disponeva di raffinate macchine per lo studio dell’interno del corpo, né di strumenti terapeutici potenti come il bisturi e i farmaci di sintesi capaci bloccare selettivamente i meccanismi patogeni alla base dei problemi di salute.

Così, quel medico, cercava di far tesoro di tutto quello di cui poteva disporre. Innanzitutto le risorse della persona che aveva davanti a sé: il paziente.

Il medico aveva bisogno di creare un’alleanza con il paziente.

Gli occhi del medico distinguevano il problema di salute e la persona che ne soffriva. Con le sue arti il medico combatteva il problema, ma evitava di fiaccare la persona. Anzi, sollecitava le risorse della persona proprio là dove, in base all’età risiedevano.

Conoscere i cicli della vita orientava le azioni del medico. Così egli stimolava i piedi nel bambino, le anche negli adolescenti, le spalle negli adulti, la testa negli anziani.

 

CONOSCERE I CICLI DELLA VITA IN PRATICA

Per un medico moderno tutto ciò potrà sembrare un po’ strano. Conoscere i cicli della vita sembra un’espressione “umanistica” e non “scientifica”.

Se un bambino ha la febbre, che utilità c’è nello stimolare i suoi piedi? E poi con cosa stimolarli?

Come dicevo prima, il medico di un tempo non disponeva di grandi risorse tecnologiche. Tuttavia, si rendeva conto che il corpo dei pazienti era ricco di abilità e cercava di sollecitarle.

Il lettore pensi all’usanza di mettere una pezza imbevuta in acqua fresca sui piedi del bambino per abbassare la temperatura in caso di febbre. Ecco un esempio di utilizzo delle risorse del corpo là dove esse sono. Nel caso del bambino, nei piedi.

Riguardo all’adolescenza, è stato dimostrato che correre (e quindi attivare intensamente anche e cosce) riduce notevolmente i sintomi della dismenorrea.

I punti di agopuntura più comunemente usati nel trattamento dei disturbi mestruali o ormonali della donna adulta si trovano sulle spalle, sui gomiti e sulle mani.

Per rivitalizzare le funzioni psicofisiche dell’anziano, invece, è importante tenere viva e attiva la mente, quasi più del corpo. Quindi la testa: leggere, scrivere, creare, fare cruciverba, calcoli.

 

L’ENERGIA DEI BAMBINI STA NELL’ESPLORARE

Affinché un bambino riservato vinca la sua timidezza, non serve a nulla convincerlo a parole che gli altri non hanno una brutta opinione di lui o che lui è coraggioso.  La sua energia non è nella testa, ma nei piedi. Quello che serve è sospingerlo gentilmente, talvolta anche con qualche trucchetto, ad avvicinarsi agli altri e verificare lui stesso che sono disposti a giocare con lui. Solo allora comprenderà che chi si mantiene appartato da l’idea di essere uno che non vuole essere disturbato, mentre chi si avvicina e si rende disponibile da l’idea di essere uno che vuole interagire. Spiegarlo prima non servirebbe.

 

L’ENERGIA DEGLI ADOLESCENTI STA NEL CONFRONTARSI CON GLI ALTRI

Un adolescente che ha poca stima di sé non costruirà senso di fiducia nelle proprie risorse grazie ha tanti amici su FB, a dei buoni voti a scuola o alle parole di un adulto. La sua energia non è nella testa, ma nelle anche e nelle cosce. Quello che conta è che possa confrontarsi fisicamente con i suoi coetanei ad esempio in uno sport o in un’arte. Un ragazzo si sente forte se si rende conto di poter correre avanti e indietro per un campo da calcio, di basket, di rugby, di pallavolo come i suoi coetanei. Una ragazza si sente forte se si rende conto che può fare una ruota o un verticale, un passo di danza o magari arrampicarsi in bici sulla vetta di una montagna come le sue coetanee.

Al tempo stesso per un adolescente non basta solo essersi reso conto di essere forte. Ha anche bisogno di aver verificato di essere delicato in una relazione intima. Di saper abbracciare e trasmettere così affetto. E per far questo nulla è efficace come averlo fatto davvero: aver abbracciato, aver baciato, aver amato. Lunghe conversazioni per dimostrare ad un ragazzo o ad una ragazza che sanno essere forti e delicati non producono effetti concreti.

 

L’ENERGIA DEGLI ADULTI STA NEL CREARE

Un adulto può essere frustrato o in ansia per motivi di lavoro o di famiglia e manifestare sintomi fisici di conseguenza. Dirgli di stare tranquillo, di non agitarsi, di riposarsi non servirà a molto. Anzi, rischia di peggiorare le cose. L’energia dell’adulto non è nella testa, ma nelle braccia. fare un massaggio rilassante produrrà solo un rilassamento momentaneo. Prescrivere farmaci ansiolitici, antidepressivi produrrà solo un passeggero effetto sedativo. L’adulto non trae beneficio se sedato nella testa, ma solo se aiutato e sostenuto concretamente nelle braccia ossia nel fare. L’adulto non trae giovamento se impara ad accettare una reale difficoltà sul lavoro o in famiglia, ma se viene aiutato a risolverla.

 

L’ENERGIA DEGLI ANZIANI STA NELL’OSSERVARE E RIFLETTERE

Infine, l’anziano presenta spesso sintomi che in un adulto migliorerebbero con il movimento, ma non si muove. Non va in palestra, non va in piscina, non fa passeggiate, anche se avrebbe il tempo e le risorse per farle. Il medico potrebbero sollecitarlo, impaurirlo, spronarlo, ma non funzionerebbe. Di anziani seduti in poltrona paralizzati dalla paura che si sono presi dopo visite specialistiche o esami ce ne sono molti. E spesso quel blocco è iatrogeno. Prodotto con le migliori intenzioni da noi medici. Per gli anziani, quello che conta è avere tempo per riflettere sulle cose assieme a qualcuno. Diventa essenziale concedere agli anziani un po’ di tempo in più per parlare con il medico. Offrire misurazioni gratis della pressione o dei parametri corporei e non dare spazio all’osservare e al riflettere, rende gli anziani più fragili.

 

LA VITA COME UNA SPIRALE

Conoscere i cicli della vita significa anche sapere che l’esistenza di ogni essere umano va avanti e indietro e poi ancora avanti, come una spirale. Gli esseri umani oscillano costantemente tra un’epoca della vita e l’altra e con loro i problemi di salute e le loro soluzioni.

A volte accade che l’anziano d’età possa risolvere un problema sfruttando l’energia dell’adulto e quindi manipolando la realtà e usando l’abilità del costruire e distruggere. Altre volte succede che l’adulto d’età abbia giovamento dall’avvinghiarsi al problema e testare se stesso stringendolo tra le sue spire. Oppure può accadere che l’adolescente d’età, incapace di risolvere i propri problemi con la sua modalità tipica abbia bisogno di ricorrere alle abilità del bambino che si allontana e cerca consiglio oppure che si avvicina ed esplora.

 

CONCLUSIONE

L’arte di conoscere i cicli della vita fu parte della grande arte medica per molti secoli. Anche la medicina occidentale moderna dedica a questi studi ingenti risorse. Tuttavia, non è facile resistere alla tendenza che quel che conta sia curare il problema e non sostenere la persona che ne soffre. Ecco perché conoscere i cicli della vita sarà sempre una virtù essenziale del medico. Per quanto sapremo curare in modo raffinato i problemi di salute, non avremo mai finito di imparare l’arte di sostenere le persone che ne soffrono.

2018-06-04T20:37:27+00:00
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